Il Luogo

FONTI DEL VULTURE

Il territorio di Fonti del Vulture in Basilicata è il più grande bacino idrico d'Italia: detiene il 30% delle riserve nazionali.
Un'area geologicamente particolare e di natura vulcanica. La zona di estrazione di Monticchio Bagni è un'area di particolare valore naturale, con un progetto di trasformarla in area protetta.

Il monte Vulture è un vulcano di 1.327 m. La fine della sua vita attiva risale alla preistoria. Chi invece ferve di attività incessante è il territorio che lo ospita e lo circonda, un'area di grande rilievo agricolo e naturalistico che proprio grazie al vulcano offre caratteristiche geologiche del tutto particolari. Il terreno lavico infatti, ricchissimo di acque minerali, favorisce anche la coltivazione delle uve e quella di olive eccellenti dalla cui spremitura si ottiene, sin dai tempi della Magna Grecia, la qualità di olio detta ogliarola o rapollese o ancora nostrale.

Di speciale rilievo paesaggistico sono i due laghi di Monticchio che a circa 650 metri di altezza nascono da un cratere del Vulture attraversato da una lingua di terra. In particolare, il Lago Piccolo è una riserva naturale che si può percorrere anche in barca, con la possibilità di ammirare le numerose ninfee e le altre meraviglie di un gioiello lucano che già parla la lingua dell'acqua. Da qui sgorgano acque con caratteristiche uniche derivanti dalla specificità geologica del terreno da cui si arricchiscono naturalmente di anidride carbonica e sali minerali.

La Storia

CENT'ANNI DI EFFERVESCENZA

Un "Diploma di Menzione Onorevole" conseguito all'esposizione di Torino del 1898 è con ogni probabilità il primo riconoscimento mai tributato all'acqua delle Fonti del Vulture, perla tra le perle di una storia cominciata due anni prima, in quel 1896 in cui Antonio Traficante, il fondatore, scoprì una fonte da cui sgorgava un'acqua che aveva le bollicine di suo. Nasceva una realtà produttiva che per molto tempo avrebbe conservato una dimensione artigianale, fatta di bottiglie imbottigliate e tappate una per una.     
Il primo mercato, fu la vicina Puglia nonché, curiosa anticipazione della globalità, l'esportazione in America. Tra i clienti d'eccellenza già figurava Sua Altezza Reale il Duca di Genova, che persino richiese un'etichettatura apposita con la menzione del suo casato. Una parziale industrializzazione arrivò a cavallo tra gli anni '50 e'60, in cui Pasquale Traficante, figlio di Antonio, dà il via ai primi ampliamenti e alle primissime automazioni.

L'anno di svolta sarà poi il '79, quando la ditta individuale diventa società di capitali e si costruisce il nuovo stabilimento. Il resto, come si dice, è storia recente, in cui spicca la fusione dell'azienda Traficante con la Siam di Monticchio, in virtù della quale Fonti del Vulture acquisisce le sue dimensioni attuali. Ma sono anche due decenni abbondanti in cui l'azienda è stata capace di farsi strada in un settore complesso e competitivo ritagliandosi un'importante quota di mercato, grazie a una cultura d'impresa fatta di efficienza, condivisione, rispetto del territorio, valorizzazione dell'apporto di tutti. Nel febbraio 2006 l'azienda Fonti del Vulture è stata acquisita al 100% da Coca Cola Hellenic Bottling Company e The Coca-Cola Company.

La scelta dell'acquisizione, organica alla strategia di proporre ai consumatori l'offerta più ampia nell'area delle bevande non alcoliche, è stata determinata dalle particolari qualità di queste acque unitamente alle capacità professionali delle persone che vi lavorano.